Il gattaro di Aleppo … ❤

La storia di Mohammad Alaa Aljaleel è stata raccontata molte volte dai giornalisti di tutto il mondo a partire da settembre 2014, grazie alle foto scattategli dal suo amico fotografo di guerra Hosam Katan. Il primo è stato il Daily Mail, a seguire il Newsweeek, la BBC, il Chicago Tribune e molti altri. La realtà in cui Alaa e il popolo siriano vivono è atroce. La guerra dal 2011 ha annientato ogni forma di vita presente, attraverso l’utilizzo di mezzi ignobili come il fosforo bianco (cancerogeno e tossico); una guerra che attacca i civili nelle loro case, distrugge i loro pozzi d’acqua, i forni del pane pubblici, le scuole e gli ospedali, anche quelli prettamente pediatrici.

La durezza della realtà che hanno vissuto e vivono gli abitanti di Aleppo è inconcepibile. Una realtà fatta di morte, paura e disperazione, Alaa, che è un semplice elettricista, marito, e padre di 3 figli, con la possibilità di andarsene avendo la garanzia di un lavoro in Turchia, ha deciso di non fuggire. Ha scelto invece di investire il suo tempo libero, le sue forze e il suo stipendio per portare amore, aiuti, speranza e sostegni alle vittime della guerra, a prescindere da razza, sesso, religione o specie.
 
Alaa crede fermamente nella vita e si occupa di coloro che non possono fuggire né difendersi: bambini, donne, anziani, disabili, malati e qualsiasi essere vivente che incontri. Come i gatti abbandonati da chi è fuggito, che cura e nutre dal 2011.
 
Alaa vive in una zona controllata dai ribelli, quindi bersagliata dall’esercito regolare e anche dall’Isis, ma non è in alcun modo legato ad alcuna fazione politica né tanto meno di estremisti religiosi. E’ un semplice civile, non è un combattente né è politicamente attivo. Ha amici musulmani, cristiani e ebrei, e il suo unico interesse è il bene degli altri esseri viventi.
 
Grazie ai fondi raccolti attraverso il gruppo di Facebook “Il gattaro d’Aleppo” e al prezioso aiuto del Direttore della Syria Charity, Alaa ha potuto dare vita a decine di progetti di bene. Continua ad investire il suo stipendio e mette giornalmente a rischio la sua vita, sia durante il suo lavoro di soccorritore che nel resto della giornata, pur di reperire cibo, medicinali, vestiti e beni di prima necessità.
 
Grazie alle donazioni raccolte fino ad oggi, Alaa ha creato un pozzo d’acqua, un parco giochi per i bambini e un rifugio per gli animali, dato un generatore elettrico ad una scuola, acquistato 2 ambulanze (la prima è stata bombardata), dato cibo, medicinali, vestiti a centinaia di famiglie, aiutato l’associazione delle donne vedove, gli orfanotrofi, gli istituti per le persone disabili e un Monastero Cristiano.
 
Le azioni di Alaa di amore e cura verso ogni essere vivente sono d’esempio per l’umanità intera: hanno già realizzato il miracolo di riunire 4000 persone di razze e religioni diverse, che si riconoscono nel bene che compie.
 
“Un uomo di tale bontà e altruismo merita di essere conosciuto e che la sua storia venga raccontata – commenta il sindaco Paolo Micheli -. Le sue gesta sono di così grande valore e impatto che merita il Premio Nobel per la pace. Segrate è in prima linea e ha presentato ufficialmente la sua candidatura, con l’apprezzamento dell’ambasciatore norvegese a Roma. La Siria può e deve trovare la pace a partire da persone come Alaa”.
 
 

 

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