Castello, il quartiere dei gatti

Il “paradiso felino” nel quartiere cagliaritano.

Il paradiso dei gatti è un centinaio di metri sopra il livello del mare del Poetto. In tutta la città sono più o meno tremila, uno ogni cinquanta abitanti. La proporzione a Castello raddoppia: uno ogni venti residenti. E la tendenza si rafforza mese dopo mese. A Castello vivono liberi, bevono dalle fontanelle e c’è sempre una mano pietosa che garantisce loro pranzo e cena. I guardiani del centro storico presidiano le strade principali e i vicoli, in simbiosi con gli uomini. Passeggiano in Piazza Palazzo, davanti alla prefettura, accettano di buon grado le foto scattate da turisti sorpresi fino a diventare simboli del quartiere storico per eccellenza.

LE COLONIE FELINE – Se ne contano trecento sparse per la città ma solo centosettanta hanno ottenuto il timbro del Servizio igiene urbana veterinaria della Assl. Qualche mese fa ci fu un accenno di polemica per il proliferare di gatti. Il timore era legato a rischi sanitari. Sandro Piga, responsabile del reparto Malattie infettive del Santissima Trinità, chiarì i termini del problema: «Il gatto può essere un vettore di malattie come la toxoplasmosi, un protozoo in grado di creare problemi al sistema linfatico ma che normalmente rientra senza alcuna conseguenza. Si contrae con le feci ma nel caso dei felini, che si puliscono leccandosi, il contagio può avvenire tramite la saliva. Un’altra patologia è quella chiamata ”malattia da graffio” che si cura con gli antibiotici. Siamo qui da trentacinque anni ma non abbiamo mai avuto situazioni troppo critiche dovute al rapporto gatto-uomo».

Fonte: Per la lettura dell’intero articolo e approfondimenti: unionesarda.it

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