Conversare con un gatto non è mai tempo perso.

Chi parla con il proprio gatto alzi una mano.

Io si. E lo dico senza vergognarmene nemmeno un po’. Gli racconto spesso la mia giornata, ragiono con loro sul mio lavoro, su quello che devo fare e su come mi sento. Parlare con i gatti non è una cosa da pazzi. Lo dice anche la scienza.

I canali per comunicare con il proprio gatto infatti sono molteplici, lo facciamo attraverso i nostri comportamenti, la nostra gestualità, con lo sguardo e anche con le parole.

Gli scettici dicono che i gatti non comprendono le parole, forse,  ma comprendono perfettamente il tono e la musicalità della conversazione. Il linguaggio affettuoso e intimo tipico di persona che parla con il suo gatto fa parte dei rituali che caratterizzano quotidianamente il rapporto tra il micio e il suo padrone. E questo linguaggio contribuisce a fortificare il legame che abbiamo con loro.

E se non vi ho convito e vi sentite ancora pazzoidi sappiate che è stato osservato che i gatti apprezzano molto quando si sentono al centro di una conversazione e che parlandogli spesso diventeranno più “chiacchieroni” a loro volta: aumenteranno i miagolii, i vocalizzi e la voglia in generale di comunicare con voi.

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