Gatto investito: cosa fare e chi contattare.


Per chi possiede un gatto abituato ad uscire di casa per fare le sue passeggiate, la prima preoccupazione quando non lo si vede rientrare, è che sia stato investito.

I GATTI E LA STRADA – Purtroppo questi incidenti capitano spesso soprattutto se si vive accanto ad una grossa strada. Ma non sempre è colpa del conducente del mezzo. Ci sono gatti che decidono di attraversare la strada di punto in bianco; oppure di notte, se vengono spaventati e abbagliati dai fari dell’automobile, cercare una via di fuga nella direzione sbagliata può risultare fatale.

COSA FARE – Se troviamo il nostro gatto investito o che magari è riuscito a tornare a casa ma presenta sintomi e/o atteggiamenti riferibili ad un trauma da investimento, la prima cosa è non farsi prendere dal panico. Cercare di avvolgerlo delicatamente dentro un asciugamano ( i gatti traumatizzati sono doloranti e impauriti e possono diventare aggressivi), metterlo dentro il trasportino, e recarsi immediatamente dal vostro veterinario avvertendolo del vostro arrivo.

NON FARE ERRORI – L’errore da non fare mai è quello di pensare: “sembra che stia bene, aspetto di vedere come va prima di portarlo dal veterinario”.
E’ importante ricordarsi sempre che il soccorso tempestivo può salvargli la vita ed inoltre che l’animale può aver subito delle lesioni traumatiche non visibili ad occhio nudo ( come emorragie interne, rottura della vescica, ernia diframmatica etc.), che si possono manifestare dopo ore o giorni dal trauma quando ormai le condizioni del vostro felino sono compromesse.

IL GATTO NON E’ NOSTRO? – E se ci trovassimo di fronte ad un gatto investito non di nostra proprietà? In questo la legge e’ ormai molto chiara ed il soccorso di animali in stato di necessità è diventato un obbligo
La prima cosa da fare è quella di chiamare Polizia o Carabinieri i quali contatteranno il veterinario Asl, oppure contattate direttamente voi il veterinario Asl, che dovrebbe essere sempre reperibile, per far recuperare il gatto e portarlo in una delle strutture convenzionate per randagi. Purtroppo in alcuni casi questo meccanismo si inceppa.

ORA CHI PAGA IL VETERINARIO? – A questo punto, sempre per la legge sull’omissione di soccorso, dovreste prendere il gatto avvolgerlo in un asciugamano, metterlo dentro uno scatolone o un cesto e portarlo tempestivamente in un ambulatorio veterinario. Ma adesso, chi paga le spese del medico veterinario? Chi soccorre il gatto ha già fatto una buona azione e non ritiene giusto doversi fare carico delle spese mediche. Dall’altro lato c’è il medico veterinario libero professionista che non è sovvenzionato da nessuno per le prestazioni effettuate su gatti randagi quindi non può rimetterci i costi delle analisi e dei farmaci necessari.

LE OPZIONI – Di solito, se il gatto non presenta grossi traumi o lesioni, è probabile ( ma non d’obbligo) che il veterinario vi chieda solo le spese vive sostenute dei farmaci, omettendo il pagamento della sua prestazione. Non è pensabile che il veterinario si faccia carico dei costi di tutti i randagi: voi oggi gliene avete portato uno, ma lui magari ne vede tre al giorno! Se invece il gatto necessita di trattamenti particolari e/o interventi chirurgici ( ed i costi a quel punto aumentano), si deve assolutamente contattare i servizi veterinari della Asl i quali hanno strutture preposte e convenzionate per la cura di questi animali. Se invece vi foste affezionati al micetto, potreste sempre decidere di adottarlo e sono sicura che anche in questo caso il veterinario, secondo le sue possibilità, vi verrà incontro il più possibile con le spese da sostenere.”

Dott.ssa Marzia Chiatante Medico Veterinario

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