Giovannino, il gatto veterano che custodisce le macerie di Accumoli

Si chiama Giovannino, è un gattino tigrato e passa le sue giornate a dormire tra le macerie di quel che rimane di casa sua. È il veterano tra tutti i gatti rimasti ad Accumoli (in provincia di Rieti) dopo tre anni e tre mesi dal tragico terremoto del 24 agosto 2016. Simbolo di tutti i gatti vittime del sisma del Centro-Italia tra le case che adesso non ci sono più, distrutte dal sisma.

Giovannino, in realtà, un padrone ce l’ha. L’anziano vive in un alloggio provvisorio e gli fa costantemente visita. Ma quel gatto, di indole solitaria, non vuole lasciare la sua vecchia dimora, “l’ultima casa prima del bosco – racconta a Tgcom24 Loretta Marcucci – della quale resta solo un cumulo di macerie”. Quella foto dello scorso weekend che lo ha reso famoso sui social network diventerà lo scatto di febbraio 2020 proprio sul calendario dei “Gatti delle macerie di Accumoli”, in vendita per beneficenza.

Eh sì, perché Giovannino è in buona compagnia: un centinaio i gatti seguiti nel sostentamento e nelle cure dalla volontaria abruzzese. “Giovannino – aggiunge nel racconto della sua attività in quel paese raso al suolo – scende anche presso il punto pappa allestito da me, per mangiare con gli altri mici”. All’indomani del terremoto, Loretta Marcucci, aquilana di origine e pescarese di adozione e, tra l’altro, vigile del fuoco volontario, si è subito mobilitata per portare soccorso anche agli animali vittime della scossa di quel 24 agosto 2016.

“L’esperienza precedente del sisma del 2009 nella mia città mi ha guidato e senza associazioni, senza burocrazia sono riuscita subito a riempire dei furgoni di aiuto”, ricorda a Tgcom24. Ai cuccioli e a quelli più docili tra quei gatti incontrati, in tre anni, è stata anche trovata casa. Restano quelli più selvatici, che come Giovannino non lascerebbero mai quei posti. “Sono almeno un centinaio, sparsi per tutte le frazioni, – aggiunge. – Lascio loro almeno 80 chili di croccantini, più il cibo umido, ma non credo di riuscire a coprire tutta la settimana, perché lì girano molto anche cani da pastore e da caccia, anche loro affamati, oltre agli altri animali selvatici, come volpi, istrici”.

E l’emergenza è continua: “Sono sola, ma non mi arrendo, – conclude la volontaria, – spendo tutti i miei weekend lì facendomi due ore di auto all’andata e al ritorno per raggiungerli in tutte le condizioni climatiche, a spese mie, ma ho sempre bisogno di aiuto da altri privati per cibo, farmaci, sterilizzazioni”. “Sono nel 2019 sono state 30 le gatte sterilizzate a mie spese presso le cliniche private di Pescara, è tutto documentato sulla mia pagina Facebook, seguitemi e seguite le storie dei gatti di Accumoli anche attraverso le immagini del calendario 2020 in arrivo”, è il suo appello.

Fonte: www.tgcom24.mediaset.it

 

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