Smettere di abbandonare cani e gatti per paura del contagio da coronavirus

Smettere di abbandonare cani e gatti per paura del contagio da coronavirus. Questo l’appello lanciato da Angelo Borrelli, commissario e capo della Protezione Civile, durante la conferenza stampa del 19, in cui ha sottolineato anche l’emergenza di coronavirus e animali abbandonati.

Borrelli ha spiegato che “nell’emergenza coronavirus l’abbandono di animali domestici, specie dei cani, è assolutamente deprecabile: il virus è presente anche nei cani, ma nulla dimostra il contagio da animali a persone. Quindi non vanno abbandonati”.

Da giorni si parla infatti anche della protezione degli animali. Più di 1.300 tra famiglie e volontari in tutta Italia si sono rivolti in una sola settimana al front desk per l’assistenza agli animali nell’emergenza coronavirus, istituito dalla Lega Antivivisezione (Lav) da martedì scorso, con i recapiti 06.4461325 f.nigri@lav.it dedicati alle domande e alle segnalazioni dei cittadini.

L’associazione spiega che sono stati “tanti i casi affrontati: dalla indispensabile cura degli animali in strada o nelle colonie feline, e dei randagi vaganti, alla necessità di effettuare un’operazione chirurgica dal medico veterinario, alle uscite dei cani di famiglie con casi di ricoveri o di persone in quarantena tra i propri componenti”.

La Lav, in una serie di domande e risposte, “sempre aggiornate e disponibili sul proprio sito on line diffonde esclusivamente dati ufficiali e informazioni derivanti da fonti verificate e riconosciute. Fra le più frequenti, quelle sulla necessità di spostarsi per accudire gli animali e la relativa compilazione del modulo di autodichiarazione, facilitata da Lav grazie a un fac-simile e ad un approfondimento del proprio Ufficio Legale, da esibire in caso di controllo”.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, spiega l’ong, “riconosce tra i beni di prima necessità i materiali per la cura degli animali, in applicazione del Dpcm e delle Circolari del Ministero della Salute, che chiariscono come l’assistenza indifferibile agli animali è una condizione di ‘stretta necessità’. Lo era e lo è moralmente per Lav – conclude la nota – lo era e lo è giuridicamente, tanto più oggi”.

(Fonte ANSA e Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev)

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