Un terribile nemico per i nostri gatti la FIV

Foto di Brit da Pexels

L’immunodeficienza felina (FIV) è causata da un virus appartenente alla stessa famiglia del virus HIV, ma è infettivo solo ed esclusivamente per i felini: per l’uomo è assolutamente impossibile il contagio. Questa è una cosa che ripeto sempre con forza a quanti hanno in casa un gatto sieropositivo e temono di contrarre chissà quali malattie. La trasmissione avviene attraverso la saliva: nei gatti maschi il rischio di ammalarsi è circa tre volte superiore rispetto alle femmine ed è dovuto alle liti (morsi) tra 2 o più maschi in competizione sullo stesso territorio. La trasmissione può avvenire anche durante la gestazione o l’allattamento. La trasmissione per via sessuale è molto probabile. La malattia induce una soppressione della funzione immunitaria: l’individuo diviene perciò incapace di rispondere efficacemente ai più comuni agenti patogeni, come batteri, virus, parassiti.

L’infezione da FIV è molto simile clinicamente all’HIV umano. Soltanto il 18% dei gatti sieropositivi presenta un esito infausto della malattia mentre il 50% dei sieropositivi può addirittura essere asintomatico. Più frequentemente invece si rilevano patologie a carattere cronico, respiratorie, oculari e cutanee con esito generalmente benigno se opportunamente curate. Per la gestione di un gatto sieropositivo sono valide le stesse indicazioni tracciate precedentemente per la Leucemia Felina.

Evitare l’esposizione ai gatti infetti resta il miglior metodo di profilassi. Un felino sterilizzato avrà scarsissime possibilità di ammalarsi, in quanto evita i comportamenti più a rischio, ovvero le lotte e gli accoppiamenti.

Per identificare i soggetti sieropositivi alla Fiv ed alla FeLV è sufficiente un prelievo di sangue: tre gocce permettono di eseguire un test rapido (10 minuti). E’ impossibile da una visita clinica rilevare la sieropositività, anche se molte volte è facile averne il sospetto: gatti non castrati, che vivono anche all’aperto, con gengiviti e scolo oculare e nasale, soggetti che dimagriscono nonostante mangino normalmente fanno scattare il classico campanello d’allarme.

La vaccinazione assume importanza solo per la Leucemia Felina: per la FIV, purtroppo, alla stregua dell’HIV umano, non è disponibile al momento alcun vaccino. La vaccinazione verso la FeLV è sempre consigliata quando il rischio di esposizione è elevato e solo se preceduta da un test del sangue per valutare la positività. La vaccinazione deve essere effettuata annualmente.

Nei soggetti già infetti la vaccinazione è inutile e perciò sconsigliata.

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