Educare il gatto: col decalogo del bon ton felino è più facile

eta-umana-gatto-cov-657x360Il gatto, si sa, ha proprie regole di vita e, volendo, è capacissimo di vivere anche senza di noi. Lo adoriamo per questo. Quanto a igiene, poi, non siamo certo noi a insegnargli qualcosa. Perché allora educarlo? Cosa può voler dire per noi insegnare un po’ di buone maniere al piccolo “selvaggio” di casa? Semplice: educare un gatto significa fare in modo che il suo essere felino non si scontri col nostro essere umani tra gli umani. In altri termini, significa non permettergli di compiere alcune azioni che per noi e il nostro modo di vivere socialesarebbero intollerabili, come mangiare dai nostri piatti o sul tavolo, distruggere piante e divani, arrampicarsi sulle tende…
Pensare che questi comportamenti siano “normali” per un gatto tanto quanto la sua ineducabilità, è scorretto. Il gatto è un animale intelligente e anche se molto scaltro, non vive al di fuori del mondo. Il contesto sociale in cui si trova quando vive in cattività lo portano a capire in fretta cosa si aspettano gli umani e cosa potrebbe o dovrebbe fare per renderli felici.

Ma in parole povere, cosa dovrebbe fare (o non fare) il gatto ben educato? Cosa possiamo pretendere, ragionevolmente, da lui? Scopriamolo con il decalogo di “bon ton felino”.

IL GATTO BEN EDUCATO…

1. Sporca unicamente nella propria cassetta
Quasi tutti i mici lo imparano presto più per le esigenze innate di pulizia dell’ambiente in cui vive che per piacere a noi. Se ciò non avviene o non avviene più dopo che la capacità era stata acquisita significa che c’è qualcosa che non va. Può essere un problema legato alla cassettina igienica: troppo piccola, troppo sporca per i suoi gusti, odore non gradito della lettiera. In altri casi può dipendere da qualcosa che è mutato nel gatto (necessità di marcare il territorio nei gatti non sterilizzati, stato di malessere) o che gli avete fatto nel qual caso il gatto cerca col comportamento sgradito di punirvi.

2. Non dorme sul letto del padrone
Ma questo è impossibile …

3. Mangia in modo regolato
L’ingordigia in genere non appartiene ai gatti. Per natura questi animali sanno quando e quanto mangiare senza che nessuno debba essere lì a tirargli via il mangiare come accade coi cani che potrebbero mangiare fino a star male se gliene si dà l’occasione. Tuttavia, è possibile che i gatti costretti a vivere a contatto con l’uomo sviluppino comportamenti alimentari abnormi sia in un senso sia nell’altro. Se vi è possibile, stabilite degli orari in cui elargire i pasti ma, pur ricordando che il gatto difficilmente mangia tutto in una volta, fate comunque in modo che non alterni lunghi digiuni ad abbondanti scorpacciate. Nel caso questo accada in modo sistematico cominciate a chiedervi se non ci sia qualcosa che non va nel suo stile di vita o nella sua salute.

4. Non elemosina bocconi del nostro cibo
Questa è un’abitudine che viene data quasi sempre da noi padroni. Quando sono piccoli e teneri o in occasioni speciali gli allunghiamo qualcosa senza renderci conto che quella per loro diventerà la regola anche quando saranno grandi e potranno saltare direttamente sul tavolo a servirsi da soli. Se non volete che la cosa degeneri fino a ritrovarvi un micio miagolante o invadente che non lascia pranzare né il padrone né eventuali ospiti evitate di insegnargli che può mangiare il vostro cibo.

5. Non sale su tavole imbandite o mobili di cucina
Va di pari passo col punto precedente, essendone causa e insieme conseguenza. Per alcuni si tratta di una condizione fondamentale per avere un minimo di igiene, ma sono convinta che la maggior parte dei proprietari di gatti sa quanto è difficile (oltreché crudele) tenere un gatto giù da ogni mobile di casa e, semplicemente, fa in modo di non lasciargli il cibo a portata di zampina, giusto per non rimanere con gli avanzi. In ogni caso credo che fargli capire di rimanere giù dal tavolo almeno quando ci siamo noi a mangiare è il minimo, non fosse altro che prima o poi potremmo avere ospiti e sarebbe più difficile spigargli perché improvvisamente non può più gironzolare tra le portate.

6. Non estrae le unghie quando gioca col padrone
Impossibile? In realtà è una delle regole più semplici da far rispettare. In genere i gattini, a mano a mano che si eccitano durante il gioco, iniziano ad affliggere le mani con le affilatissime unghie. Basterà utilizzare un timbro di voce un po’ duro e dare delle “pacchette” sulla zampina interessata. Ovviamente si sta parlando di gioco che degenera perché è ovvio che se voi o qualcun altro andate a tampinarlo quando lui non ha voglia di giocare è ovvio che ve la siete cercata e la “pacchetta” sulla zampina dovreste darvela da soli.

7. Sta lontano dalle piante
Ciò non solo per evitare pericolosi avvelenamenti, ma anche perché è frequente che si diverta a scavare nella terra dei vasi, spandendola per un largo raggio, e magari a orinarci. Come per il proprio cibo, il consiglio è di giocare d’astuzia e prevenire intervenendo direttamente a protezione delle piante con reti o adeguati portavasi e piante resistenti più alla sua portata. Un altro trucco potrebbe essere quello di creargli un angolo di verde in cui po’ giocare come meglio crede senza far danni o farsi del male.

8. Non si arrampica sulle tende
Si tratta più che altro di una ragione di sicurezza. In genere disimpara comunque con la crescita e se si è decisi fin da subito nel fargli capire che quel tipo di acrobazie non ci piacciono si riesce ad accelerare i tempi senza drammi.

9. Usa esclusivamente il suo tiragraffi per affilarsi le unghie
L’operazione non è certamente facile, ma conviene provarci se volete salvare i vostri divani. Scegliete con cura un tiragraffi che gli piaccia (meglio se sviluppato in altezza, a più piani possibilmente), e il posto della casa da cui metterlo: se può usarlo per tenere d’occhio la situazione con la visione più ampia possibile dell’ambiente circostante potete star certi che lo userà volentieri anche per rifarsi le unghie. Quanto alle poltroncine del `700 è meglio comunque se ci rinunciate.

10. Usa i suoi giocattoli per divertirsi
Questo è forse il punto del galateo più difficile da far osservare al gatto. Per la sua natura curiosa, questo animale tende a considerare ludico qualunque oggetto in grado di attirare la sua attenzione che non si riveli minaccioso. Ma tutto sommato se ci si ricorda di farlo sfogare con i suoi giochi non avrà bisogno di inventarsi giochi con le cose che vogliamo lasci stare.

Scusate ma qualcuno ha informato il gatto ?

Fonte: “Enciclopedia del gatto“, De Vecchi-Giunti editore, 2010.

3 Comments
  1. Jerzy Urbanowicz
    maggio 10, 2014 | Rispondi
  2. maggio 10, 2014 | Rispondi
  3. Annamaria Bari
    maggio 11, 2014 | Rispondi

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