Se vostro gatto struscia il sedere per terra è un problema da non sottovalutare

Prendersi cura delle ghiandole perianali del gatto

Ci sono alcuni segnali che indicano che le ghiandole perianali del gatto hanno subito qualche problema, come ostruzione, sacculite o fistole:

  • Il gatto struscia con forza l’ano sul pavimento.
  • Si lecca l’ano.
  • Cattivo odore.
  • Si guarda il posteriore e miagola.
  • Presenta un’infiammazione e anche alcuni ematomi intorno all’ano.
  • Espulsione di liquido purulento da una fistola.
  • Stitichezza a causa del dolore.

Se noti uno di questi problemi nel gatto, dovrai portarlo subito dal veterinario perché questi sintomi sono molto dolorosi per il gatto.

Cosa sono le ghiandole perianali del gatto?

Le ghiandole perianali del gatto si trovano ad entrambi i lati dell’ano. Se fossero le lancette di un ipotetico orologio, starebbero tra le cinque e le sette. Si possono notare tramite la palpazione, e come abbiamo detto, hanno un odore caratteristico in ogni esemplare, per cui non è raro vedere i gatti salutarsi annusandosi in quella zona.

Visto che si trovano attorno all’ano, quando il gatto defeca, la pressione fa sì che il liquido fuoriesca. Tuttavia, a volte ci sono situazioni in cui lo sfintere anale si contrae, facendo svuotare le ghiandole perianali del gatto. Un esempio è la sensazione di paura, come quella che può avvertire il gatto dal veterinario. Se il nostro gatto emette liquido dall’ano in altre situazioni, significa che ha un problema.

Ostruzione.

La secrezione che viene accumulata all’interno deve essere liquida e di color marrone-giallino, altrimenti significa che siamo di fronte a un caso di ostruzione. Se non si porta presto il gatto dal veterinario, il contenuto può fistolizzare (si crea un nuovo condotto attraverso il quale viene espulso il contenuto accumulato) o può comparire un ascesso nella sacca, condizione abbastanza dolorosa per il gatto.

Il veterinario prescriverà al gatto una cura a base di antibiotici e antinfiammatori dopo aver realizzato un raschiamento delle sacche anali (sotto effetto di sedativo) lasciando alla parte il tempo di cicatrizzare. In alcune occasioni è necessaria la sacculectomia, ovvero l’escissione delle sacche anali.

Esistono anche tumori benigni di cellule epatoidi per cui è necessario realizzare una diagnosi differenziale. Oggi viene realizzata una terapia laser con buoni risultati per la sacculite grazie alle proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche.

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