In vigore in Spagna la nuova legge sul benessere animale, ma i cani da caccia restano fuori

Il 29 settembre entra in vigore la nuova legge sul benessere animale approvata in Spagna, per contrastare in maniera ancora più forte maltrattamenti e abbandoni. Ma dalla tutela che il provvedimento garantirà agli animali restano esclusi i cani da caccia.

Gli spagnoli amano gli animali: secondo gli ultimi dati dell’ANFAAC, l’Asociación Nacional de Fabricantes de Alimentos para Animales de Compañía, in tutto il Paese vivono complessivamente 15 milioni di animali domestici e, solo negli ultimi tre anni, il numero di cani registrati è aumentato del 38%.

Davanti a questa realtà è chiaro che sia sempre più importante fare in modo che tutti questi amici che riempiono le case iberiche vivano nel migliore dei modi raggiungendo una condizione in cui «la tutela dei loro diritti sia massima». Ed è proprio per questo che lo scorso marzo è stata approvata dal Governo una nuova legge sul benessere animale il cui obiettivo è porre fine al maltrattamento degli animali e sensibilizzare la società sull’importanza di questa pratica orribile che però non cessa di esistere.

Nel 2019, la Spagna ha registrato un totale di 1.332 reati legati all’abuso sugli animali. Nel 2020 sono scesi a 1.315. Tuttavia, nel 2021 i maltrattamenti sono saliti di nuovo molto fino a registrarne 1.492 per aumentare ancora nel 2022 quando si è arrivati a 1.517 crimini. Alla luce di questi numeri, uno degli assi principali della nuova legge sarà la durezza delle sanzioni per punire questo tipo di atti: le infrazioni, infatti, andranno da 500 a 200.000 euro, a seconda del livello di gravità del fatto.

Secondo la nuova normativa sarà, infatti, considerata infrazione lieve «qualsiasi condotta che con un’azione o un’omissione, senza arrecare danni fisici o alterazioni del comportamento all’animale, comporti l’inosservanza di divieti, cure o obblighi stabiliti dalla legge». Alcune delle azioni che possono essere considerate infrazioni minori sono: la mancanza di comunicazione in caso di perdita, consentire loro di attraversare spazi pubblici senza essere sorvegliati o legati, non sterilizzarli o lasciarli soli in luoghi come all’interno di un’auto o di una casa per più di 24 ore. Tutte queste infrazioni possono portare a multe comprese tra 500 e 10.000 euro.

Sarà invece considerata un’infrazione grave, una qualsiasi azione che «causi danno o sofferenza a un animale, ma non ne provochi la morte o conseguenze gravi». Tali reati comprendono, ad esempio, la mancata identificazione corretta dell’animale, l’uso improprio di metodi di addestramento, la somministrazione di sostanze nocive, la modifica del suo corpo o il suo utilizzo come premio. È considerato grave anche l’abbandono, il furto, il nutrimento con i resti di altri animali. Tutte queste infrazioni comporteranno sanzioni da 10.001 a 50.000 euro.

Infine, la legge prevede i cosiddetti reati molto gravi. Si tratta di: violazione degli obblighi in caso di morte dell’animale, morte assistita con mezzi o persone inadeguati, addestramento al combattimento, utilizzo per il consumo umano, uccisione di gatti comunitari senza autorizzazione, allevamento a fini commerciali, utilizzo di selezione genetica se comporta un peggioramento della salute.

Si deve tenere conto che il grado di gravità delle sanzioni dipenderà anche da altri fattori quali il grado di colpevolezza, l’intenzionalità, la prudenza o la negligenza, la rilevanza sociale, lo scopo di lucro, la continuità o la persistenza della condotta illecita. I nuovi regolamenti stabiliscono anche un nuovo concetto noto come “elenco positivo”. Si tratta di una serie di animali che il Governo riterrà che possano essere tenuti in casa. Attualmente i tre riconosciuti come domestici sono cani, gatti e furetti.

Un’altra delle misure, questa non troppo apprezzata, che la legge attiverà è il corso obbligatorio che i pet mate dovranno seguire per imparare le informazioni necessarie per essere un buon compagno umano per il proprio cane. Dovranno farlo tutte quelle persone che sceglieranno di adottare e tutti coloro che già ne hanno uno in famiglia.

Tutto molto giusto e tutto molto bello, anche se in verità a legge approvata non ha tutte le carte in regola per essere davvero una buona legge. Manca un tassello importante che è stato vietato da un emendamento che altro non è che un ennesimo favore ai cacciatori. In sostanza, dal provvedimento sono esclusi i cani da caccia che in tal modo non saranno quindi tutelati dalle nuove disposizioni in vigore in Spagna. Un’occasione persa per poter dimostrare una vera volontà di proteggere gli animali, pur dispiacendo categorie e lobby portatrici di interessi privati.

fonte: www.kodami.it