Il gatto venuto dal cielo.

Il gatto venuto dal cielo

Quando i gatti cambiano la vita delle persone, una storia vera raccontata in un libro.

by Takashi Hiraide
pubblicato da Einaudi

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Breve riassunto.

I nuovi inquilini non hanno figli, né una particolare predisposizione per gli animali. Conducono un’esistenza piuttosto isolata, lavorano a casa, spesso di notte; la moglie è una correttrice di bozze, il marito un redattore che dopo molte titubanze si è deciso a lasciare il proprio impiego presso una casa editrice. E proprio mentre la vita scorreva e pian piano e i due coniugi non avevano quasi più nulla da dirsi ecco che compare Chibi.

Chibi, la gatta dei vicini, si intrufola nella casetta della coppia quando è ancora un cucciolo, passando da una finestra lasciata socchiusa: fiera, indipendente e volubile, di esile corporatura ma di forte personalità, le sue incursioni si fanno sempre più frequenti, in cerca di un piatto di pesce, di un futon su cui sonnecchiare, di un compagno di giochi. Va e viene senza lasciarsi mai toccare, senza miagolare, costruendo nuove abitudini per sé e per gli ospiti che ha prescelto, rivelandosi una confortevole presenza, presto oggetto di premure e sentimenti, argomento di un dialogo ritrovato che ricuce i silenzi, nonostante marito e moglie siano consapevoli che quel legame è provvisorio, che la gatta non appartiene a loro, e in fondo non appartiene a nessun altro.

Recensione.

Nell’ampio giardino di un’antica dimora, protetta dall’ombra di un grande olmo, un giorno appare una nuvola, un minuscolo lembo di cielo bianco caduto sulla terra: è un piccolo gatto, anzi una gatta. Anzi è Chibi: sí, perché Chibi ha un carattere tutto suo, indipendente, curioso, vivace. A volte sa essere anche brusca, soprattutto quando vuole afferrare quel pesce che le state cucinando, e può mordere se provate a prenderla in braccio, ma sa anche essere affettuosa e riempire di dolcezza i suoi silenzi (nessuno l’ha mai sentita miagolare!) Ecco, Chibi è cosí, prendere o lasciare. Giorno dopo giorno la sua testolina spunta alla finestra della coppia che da poco si è trasferita nella dépendance dell’antica dimora. Chibi deve passare per la loro casa prima di lanciarsi nei suoi rocamboleschi inseguimenti e misteriose esplorazioni nel magnifico giardino della villa. Marito e moglie sono giovani, ma sembra che già non abbiano piú nulla da dirsi: forse è l’abitudine, forse è qualcosa di oscuro che serpeggia tra loro, ma sono piú i silenzi quelli che si scambiano che non i gesti d’affetto. Ma le visite di Chibi costruiscono nuove abitudini, piccoli riti capaci di riavvicinare marito e moglie. Pur non facendosi mai adottare dalla coppia – fiera della sua autonomia, rimarrà sempre «il gatto ospite» – Chibi, come un piccolo spirito celeste, saprà cambiare per sempre la vita di chi l’ha conosciuta. Hiraide Takashi è riuscito come pochi altri a fare di un animale un personaggio a tutto tondo, sorprendente, assolutamente indimenticabile. Con una sensibilità tutta giapponese, l’osservazione di Chibi e della sua saggezza è capace di rasserenare i cuori, di illuminare anche la malinconia piú buia. Di donare nuova vita a un amore ritrovato.